
Le varie teorie espresse riguardo le leggi dell'energetica, possono essere confermate ogni giorno osservando se stessi, ma anche il mondo che ci circonda. Abbiamo più volte elencato le manifestazioni tipiche della perturbazione dell'elemento fuoco, elemento la cui frequenza entra in risonanza nella stagione estiva, con le conseguenze sul piano fisico ed emozionale.



La primavera non è solo la stagione in cui la temperatura più mite e una maggiore luce solare permette alla vegetazione di tornare a crescere, ma un periodo in cui il qi, che tutto nutre e avvolge, si manifesta con la verde frequenza chiamata dai cinesi : Legno, e che risveglia come un suono creatore tutta la natura. Questa azione è manifesta su piante, animali ed esseri umani.


Una persona in balia della lussuria energeticamente presenta una debolezza dell' elemento acqua.
Ogni elemento, e di conseguenza ogni meridiano, ha il suo parassita energetico che si nutre a scapito dell' energia che dovrebbe invece sostenere e muovere l' individuo verso il compimento della propria vocazione (dharma ). Il ''drago'' che vampirizza il meridiano rene e che di conseguenza si nutre di energia ''acqua'' è la lussuria.Per lussuria si intende ogni eccesso e sregolatezza sessuale, ma anche un modo di pensare e di agire in cui l'aspetto esteriore e la continua seduzione siano padroni della volontà del soggetto. Per il taoismo, come per tutta la cultura orientale, il sesso è un atto religioso, nel senso letterale del termine, in quanto strumento di totalizzante scambio energetico di yin e di yang e potenziale mezzo di elevazione spirituale. Ma la banalizzazione e volgarizzazione di tale atto, invece di aumentare l' energia e la consapevolezza del soggetto, portano ad un progressivo impoverimento di energia e affettività fino ad arrecare veri e propri disturbi a volte irreversibili. E' infatti energia renale l'energia di base dell'individuo (quella ereditata alla nascita) che una volta persa non può essere recuperata. Per tale motivo che i taoisti consigliavano di non dissipare banalmente il seme sessuale, ma anzi di conservarlo anche durante l'atto sessuale, tramite particolari tecniche di ritenzione. Anche se tali restrizioni possono sembrare esagerate per la nostra cultura, è comunque palese in medicina energetica che molti disturbi di tipo nervoso-psichiatrico, anche gravi, hanno origine da sregolatezza e immaturità sessuale.
Abbiamo detto che questa è la stagione migliore per nutrire e salvaguardare l'energia renale.
La stagione invernale contraddistinta da freddo secco, dove le precipitazioni sono soprattutto nevose, è la stagione dell' elemento acqua che, come per le altre stagioni, non coincide necessariamente con l' inverno metereologico. In alcune annate questo periodo può durare mesi, in altre poche settimane. Quest' anno l' elemento acqua si sta presentando in maniera piuttosto evidente, vedremo se manterrà le promesse nelle prossime settimane. L'acqua è l'elemento del meridiano rene e del meridiano vescica urinaria, pertanto saranno questi a necessitare di maggior attenzione in questo periodo. I disturbi connessi con questo elemento sono molteplici e riguarderanno soprattutto quelli legati alle vie renali e urinarie, ma anche tutte le problematiche andro-ginecologiche e sessuali. Il rene è anche il meridiano collegato con la paura, pertanto sono ad esso collegate tutte le patologie di origine ansioso-depressiva. Inoltre essendo l'acqua l'elemento che controlla il fuoco, una sua carenza può essere all'origine dell'ipertensione.
Secondo il pensiero corrente, la medicina energetica, potrebbe apparire un po' bigotta e nemica del bel vivere. E' risaputo che gli eccessi alimentari, l'alcol, il sonno sregolato, il fumo (per non parlare della droga) nuocciano alla salute. Possiamo aggiungere però anche gli eccessi sessuali, i cambiamenti di clima (soprattutto quelli legati ai viaggi che comportano in poche ore il passaggio da una stagione ad un'altra) e tutte quelle azioni dettate da piccole o grandi dipendenze. Cosa hanno in comune tutte queste azioni? Quello di cercare di provocare una subitanea euforia. L'euforia è uno stato squilibrato del cuore che, nella reciprocità di influenze tra elementi, comporta perturbazioni energetiche anche negli altri meridiani. Quindi l' essere umano in nome della felicità cerca ogni giorno di farsi male al corpo e all'anima. Ci sono stati pensatori, filosofi,poeti che hanno sentenziato che l'uomo non è stato fatto per la felicità, ma forse vedevano solo che era impossibile mantenere uno stato di euforia perenne. Infatti il sistema uomo reagisce all' euforia come nei confronti di qualsiasi altro squilibrio, attuando meccanismi di autodifesa per ripristinare l'equilibrio. Perciò avremo mal di testa e nausea dopo una sbornia, vomito dopo un'indigestione, e tanti altri disturbi che abbiamo già trattato nella trattazione dei singoli elementi. La vera felicità invece, non è frutto di squilibri ma è una condizione di gioia interiore non dipendente dall' esaudimento di quella o altra dipendenza. E' uno stato di pace e serenità del cuore che l'organismo gradirà nel suo toto, e che cercherà di mantenere e perpetuare. Questo dimostra che l'uomo è programmato per la felicità, per quella gioia piena non condizionata da eventi e senza fine. E' facile da attuare ? Probabilmente no. Ma il primo passo sarà sicuramente quello di non cercarla dove sicuramente non è .
Abbiamo visto la stretta correlazione, che esiste in medicina energetica, tra disturbi, malesseri, (se non vere e proprie malattie) e demoni (vizi capitali). Abbiamo spesso evidenziato come il disturbo possa essere considerato come un segnale, una spia, di una sofferenza più profonda, e che di conseguenza il sintomo non vada al più presto soffocato, ma al contrario studiato e visto come un alleato nella ricerca della guarigione.

Il «metodo fisico», come è stato accennato da Niceforo e come è descritto da altri, si è diffuso più di quello del Pellegrino. La preghiera deve essere recitata in una cella oscura ed evitare le immagini, sedendo su una sedia bassa, respirando dolcemente per «calmare» la circolazione del sangue, fissando l'attenzione della mente «sulla parte superiore del cuore» (e non sull'ombelico, come dice Niceforo).
I praticanti dello yoga affermano che il rallentamento del respiro rallenta il ritmo biologico della vita e l'invecchiamento. Il cristiano, scrive P. Evdokimov, può, in questo esercizio, vivere la propria esperienza: il «tempo escatologico» deve dominare sopra il tempo «cronologico» e «biologico». Il corso della vita non deve più essere valutato secondo l'orologio, ma secondo la vicinanza di Cristo.
La respirazione comporta tre fasi: inspirare, trattenere, espirare. Quando l'uomo aspira, vive la sua dipendenza dalla vita del mondo. Unire questa fase con la preghiera di Gesù significa sentire la dipendenza da Lui che è la vita del mondo in senso spirituale. Espirare è un sollievo di chi si sente in pieno possesso della medesima vita per donare.
Nello yoga si attribuisce ugualmente una notevole importanza alla localizzazione del pensiero, rapportandolo a un organo che gli dovrebbe corrispondere secondo la struttura psicofisica dell'uomo. Il pensiero, situato al centro del petto, dicono, partecipa alla respirazione, acquista, quindi, un ritmo più stabile.
I monaci russi ritenevano che la maggiore stabilità si ottenesse quando la localizzazione fosse fissata proprio sul cuore, «sulla parte superiore del cuore».
La pratica di questi consigli, dopo un certo periodo, si fa sentire, produce certi «fenomeni», in particolare un senso straordinario di calore interiore e «visioni» di una luce che dal cuore illumina la persona, così che essa si vede come fosse «trasparente». Nei Dialoghi sulla preghiera di Gesù, un monaco descrive questi fenomeni. Talvolta il calore viene sentito così fortemente che alcuni monaci usavano, per calmarlo, un lenzuolo bagnato. La pulsazione si rende più forte e può essere accompagnata dalle «luci».
Che cosa pensano di questa pratica gli autori spirituali noti in Oriente? In primo luogo, essi ammoniscono che si tratta di «fenomeni naturali» e che sarebbe una grave illusione considerarli come prodotti dalla grazia e identificare queste esperienze con la perfezione della preghiera stessa. Ma si pone un'altra domanda. Dato che il loro effetto sembra essere tranquillizzante per tutto l'organismo, non è forse utile approfittare di questi esercizi per creare una disposizione favorevole alla concentrazione e alla preghiera? Secondo le parole del vescovo e medico russo A. Bloom, «l'aspetto corporale della pratica ascetica dell'attenzione, sviluppato in modo ammirevole dai maestri ortodossi della tradizione esicasta, è troppo poco conosciuto in Occidente».
Queste parole, scritte nel 1949, forse non corrispondono più alla realtà, poiché oggi, in Occidente, sono molti coloro che si interessano alla tecnica della contemplazione.
L'esicasmo (il nome proviene dal greco hesychìa che significa: calma, pace, tranquillità, assenza di preoccupazione) può essere definito come un sistema spirituale di orientamento essenzialmente contemplativo che ricerca la perfezione (deificazione) dell'uomo nell' unione con Dio tramite la preghiera incessante (preghiera del cuore) .
In un documento del monastero di Iviron del monte Athos, si legge questa definizione: «L'esicasta è colui che solo, parla a Dio solo e lo prega senza posa».
Gli esicasti, inserendosi nella tradizione biblica, esprimeranno l'esperienza della preghiera, contemplativa attraverso l'invocazione e l'attenzione del cuore al Nome di Gesù, per camminare alla sua presenza, essere liberati da ogni peccato e rimanere nel dolce riposo di Dio in ascolto della sua parola silenziosa. Nella letteratura monastica e in particolare presso i Padri del deserto, l'esichia mantiene sempre una coloritura di mezzo e non di fine. Questa è un mezzo eccellente, un cammino di amore autentico, vissuto nel silenzio e nella solitudine al fine di raggiungere la preghiera vera e l'autentica contemplazione. L'esichia in definitiva è l'atteggiamento di chi nel proprio cuore si pone alla presenza di Dio e incessantemente prega con queste parole:
“SIGNORE GESU’ CRISTO, FIGLIO DI DIO, ABBI PIETA’ DI ME!”.
"in quanto a te siediti, raccogli il tuo spirito, introducilo nelle narici; è appunto questa la via di cui si serve il respiro per arrivare al cuore. Spingilo, forzalo a discendere nel tuo cuore insieme con l'aria inspirata. Quando vi sarà, tu vedrai quale gioia ne consegue: non avrai nulla da rimpiangere... Fratello mio, abitua dunque il tuo respiro a non essere sollecito a uscirne. Agli inizi gli manca lo zelo... per questa reclusione e questo sentirsi alle strette. Ma una volta che abbia contratta l'abitudine, non proverà più alcun piacere a circolare al di fuori, PERCHE' IL REGNO DI DIO E' DENTRO DI NOI e a chi volge verso di lui i suoi sguardi e lo ricerca con preghiera pura, tutto il mondo esterno diviene vile e spregevole. Se fin dall'inizio riesci a penetrare con lo spirito NEL LUOGO DEL CUORE che ti ho mostrato, sia ringraziato Dio! Glorificalo, esulta e attaccati unicamente a questo esercizio. Esso ti insegnerà ciò che ora ignori. Sappi che mentre il tuo spirito si trova là, tu non devi nè tacere nè stare inerte. Ma non avrai altra preoccupazione che quella di GRIDARE: "SIGNORE GESU' CRISTO, FIGLIO DI DIO, ABBI PIETA' DI ME".
(s.Niceforo)

"Tutta esta gente che piangendo canta
per seguitar la gola oltre misura,
in fame e ’n sete qui si rifà santa".
(Purg. XXIII, 64-66)
E' il più ignobile dei peccati, e accompagna quelle anime che si ritengono sazie di ciò che sono, tanto da sacrificare alla propria sazietà ciò di cui avrebbero così profondamente bisogno. Come dice il proverbio: ne uccide più la gola che la spada e penso che questo detto non sbagli di molto.
Il peccato di gola si potrebbe dire che è il piacere di appagare il corpo con qualche cosa di materiale, una incapacità di moderarsi nel mangiare, fumare, nella droga, nel bere o mangiare dolci o quanto altro ci possa soddisfare momentaneamente, senza tener conto delle logiche conseguenze. Il bere porta alla cirrosi, il fumare rovina i polmoni e bronchi, i dolci il diabete, la droga una serie di malattie fino alla morte.
E così scriveva s.Tommaso:
"La gola indica, come abbiamo detto, la concupiscenza disordinata nel mangiare. Ora, in questo si possono considerare due cose: il cibo che si mangia e l'atto del mangiare. Perciò due possono essere i disordini di detta concupiscenza. Il primo riguardo al cibo stesso che si prende. E allora rispetto al valore del cibo si cercano cibi lauti, ovvero di lusso; e rispetto alla qualità si cercano cibi preparati con troppa accuratezza, cioè con raffinatezza; invece rispetto alla quantità si eccede mangiando il superfluo. - Il secondo disordine nella concupiscenza del mangiare riguarda l'atto medesimo del cibarsi: e si eccede, o anticipando il tempo debito, e cioè prima del tempo, oppure non osservando la debita maniera, con la voracità. - Invece S. Isidoro abbina i due primi eccessi, dicendo che il goloso esagera nel mangiare per "la qualità, la quantità, la maniera, e il tempo".
